Di APS Lungo la rotta balcanica

Siamo a Velika Kladusa, confine bosniaco croato. Chi arriva qui è stremato dal passaggio per frontiere apparentemente sempre più chiuse, in realtà solo sbarrate ad attraversamento legalizzato. A differenza di quanti sostengono che la rotta balcanica sia nuovamente aperta, non vi e’ alcun tipo di avallo istituzionale, anzi. A beneficiarne è solo il sistema dello smuggling, a farne le spese – quelle si, sempre più elevate – le centinaia di persone che valicano una terra tanto splendida quanto impervia.
Visi gonfi, zaini pesanti e sguardi disorientati. Accenti e connotati che spesso non mentono e parlano di maghreb, in maggioranza, ma tanti sono anche gli afghani. Tutti uomini, o meglio ragazzi, chi ha gambe e polmoni per tentare un’impresa simile, insomma.

Bosna Velika Klandusa

Abdelrazeg è appena arrivato e infila la testa sotto la fontana al parco di fronte la moschea principale, divenuta il centro nevralgico. Il paese è un campo accoglienza a cielo aperto; scene già viste all’imbuto serbo croato di Sid. Così come la presenza costante ed evidente di trafficanti. Molti baristi ed esercenti della zona si trovano in difficoltà, alla lunga aiutare sembra divenire collusivo e quando i toni si alzano, escono anche frasi razziste. Sviluppi di una situazione che fin ora aveva visto la cittadinanza spendersi a supportare, anche ospitando in casa, come già altri report raccontano. La novità è che le autorità stanno iniziando a chiedere di non dar manforte, anche gli imam. Siamo in periodo di elezioni in Bosnia e forse il segnale dei cittadini non rappresenta un buon gesto nei rapporti con la vicina Croazia. La cui polizia continua a respingere. “Pushback! Pushback!” Ripetono alcuni ragazzi in coda durante la distribuzione di cibo, organizzata in una via secondaria. “14 times, they beat me“. Storie già sentite ma non per questo da tacere. Finchè succederanno, continueremo a raccoglierle e raccontarle. Anche perche questi ragazzi continueranno a provare, indietro non si torna e del resto la Bosnia è solo una tappa di un lunghissimo viaggio.

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