Traduzione a cura dell’APS Lungo la rotta balcanica del report quotidiano redatto dall’ong croata Are You Syrious?

I media greci e i medici volontari che lavorano nell’hotspot di Moria hanno confermato la morte di Ali Khoshe, rifugiato afghano che all’inizio di questa settimana era stato ricoverato in ospedale a causa di una malattia cardiaca cronica. Tuttavia, le sue condizioni di salute si sono aggravate a causa delle inaccettabili condizioni di vita all’interno del campo dove le persone rinchiuse all’interno non hanno un’adeguata assistenza medica.

Ali Koshe Mitlene Lesbo protest
Foto @Forum Greco per i Rifugiati

Un volontario dell’equipe medica del Moria Medical Support che lavora all’interno del campo ha confermato di aver visitato l’uomo domenica scorsa e di aver chiamato l’ambulanza. Dopo il suo ricovero in ospedale, un gruppo di rifugiati si è spostato a Mitilene e ha fatto un sit-in in città chiedendo un adeguato trattamento medico per Ali e la fine della loro detenzione nel campo di Moria.

I manifestanti, che da quattro giorni dormono in tenda a Mitilene, hanno incontrato il sindaco di Lesbo, Spyros Galinos, che ha definito l’accampamento “un’azione provocatoria” che mina i rapporti tra i rifugiati e i residenti dell’isola. Ha inoltre chiesto al gruppo di andarsene immediatamente affermando che la loro protesta “rischia di innescare pericolosi riflessi sociali”.


Il Forum greco per i rifugiati ha rilasciato una dichiarazione a sostegno dei manifestanti di Lesbo:
La protesta a Lesbo continua, dopo la morte di un uomo che non ha ricevuto le cure mediche di cui aveva bisogno. Questo tragico evento è l’ennesima dimostrazione della situazione disumana nelle isole greche e dell’urgenza di trasferire le persone vulnerabili verso la terraferma.

Dopo la dichiarazione del Consiglio di Stato, ricordiamo che ci sono migliaia di persone ancora intrappolate in queste condizioni disumane e chiediamo la libertà di movimento verso la terraferma.
Le persone intrappolate nelle isole non hanno fatto nulla per essere detenute e costrette a vivere in queste condizioni spaventose. Ci sono persone a Moria che stanno morendo per questo.
Chiediamo che le autorità vengano ritenute responsabili per quello che sta avvenendo. Chiediamo il diritto a una vita dignitosa. Chiediamo giustizia.

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